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Supernova

supernovaSupernova è il nuovo appuntamento con il progetto sul contemporaneo nell'Alto Garda «Der Blitz» che a partire dal 5 settembre 2015 proporrà un'interpretazione del percorso di visita della Pinacoteca del Museo di Riva del Garda.

La collezione permanente, che ospita opere dal 1300 alla fine del 1800, sarà riletta con l’inserto di opere di artisti contemporanei: Stefano Calligaro, Sara Enrico, Gabriele Garavaglia, Jacopo Mazzonelli, Luigi Ontani, Bernd Ribbeck, Ry Rocklen, Andrea Salvino, Rolando Tessadri e ZAPRUDER filmmakersgroup.

Fino al primo novembre. Inaugurazione venerdì 4 settembre a partire dalle ore 18.

Lontano dal volere creare un dialogo diretto, ovvero storico-artistico tra le opere dei secoli alle nostre spalle e quelle a noi più vicine, l'idea che anima Supernova consiste nell’amplificare l’esperienza di visita del museo sorprendendo il visitatore con nuove interpretazioni dello spazio e delle relazioni fra opere. «Supernova», a cura di Denis Isaia, Federico Mazzonelli, è realizzato dal Mag, il Museo Alto Garda, in collaborazione con il Mart, il Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

La violazione di ambiti, cronologie e riferimenti è maneggiata dai curatori della mostra come uno strumento per spostare l’attenzione da un’interpretazione più attenta ai sentimenti che hanno animato le opere, prima ancora che al contesto storico che le ha generate. Pur sperimentale negli intenti, Supernova intende valorizzare l’esperienza stessa della visita al Museo, offrendo lo spazio a diversi livelli di lettura. A volte sorprendente, a volte spiazzante, la mostra si propone come un intreccio complesso in cui elementi di teatralizzazione dello spazio si alternano a tentativi di attualizzazione delle opere d'arte della collezione del Mag.

L’esposizione alterna opere di artisti noti ad interventi appositamente pensati da alcuni fra i più promettenti giovani artisti residenti in Italia e all’estero, a cui Supernova ha dato l’opportunità di una nuova produzione.

L’avvio, silenzioso e rispettoso, è dato da una installazione site specific di Jacopo Mazzonelli (1983). In stretta relazione con lo spazio sentimentale di una pietà lignea del Monagrammista FV (XVI sec.), l’artista apre la mostra con una riflessione sulla profondità del tempo della compassione. Il tema del tempo è ripreso in chiave surreale da una suite in video 3d di ZAPRUDER filmmakersgroup (2006) installata nei pressi di una grande tela raffigurante la Chiesa. L’inseguimento del tema religioso, giocoforza oggetto della collezione del MAG, è ribadito dai lavori sull’attivismo violento di Andrea Salvino (1969) affiancati ai gesti del Cristo di Pietro Ricchi (1606 – 1975), figura rivoluzionaria ante litteram. Gli fa da sponda la trasfigurazione astratta di Bernd Ribbek (1974) delle forme geometriche della maquette della Chiesa dell’Inviolata, gioiello dell’architettura barocca locale e oggetto quotidiano di ammirazione. Chiude la prima parte del percorso una grande ceramica di Luigi Ontani (1943), che, nel lungo corridoio dei ritratti, porge un elegante saluto ai visitatori del “tempio”.

Nelle sale successive, gli interventi si fanno più sottili, prima di aprire alle esperienze finali. Un reperto mimetizzato di Ry Rocklen (1978) aspetta il pubblico in una bacheca. Allo stesso modo, la trascrizione leggermente modificata dai curatori della didascalia esplicativa de La partenza del Generale Vendôme nel 1703 (Anonimo, XVIII sec.) attende i visitatori vicino ad uno dei quadri più noti della Pinacoteca.

Arrivando nelle sale dei grandi paesaggi, alle prefigurazioni romantiche risponde una riflessione sulla pittura contemporanea di Sara Enrico (1979), la rilettura dello spazio del paesaggio contemplativo secondo le forme astratte di Rolando Tessadri (1968) e del paesaggio economico nei ritratti del neoclassico Giuseppe Craffonara (1790 – 1837) e delle illustrazioni di Stefano Calligaro (1976).

La rassegna si chiude con un ultimo intervento a firma di Gabriele Garavaglia (1981) che destruttura l’allestimento che regge la parete dell’Addolorata di Francesco Hayez (1791 – 1882) suggerendo un ulteriore apertura verso Oltre il confine della tela, la mostra temporanea dedicata ad alcuni fra i grandi della violazione contemporanea che fino al primo novembre attende, poco più in là, il visitatore.

www.museoaltogarda.it

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